«Come pianista prodigio il mio insegnante di musica era quasi come un padre per me, fino al giorno in cui ha abusato di me.» Giulia*, 12 anni

La grande minaccia per i nostri bambini e nipoti non è il signore sconosciuto con le caramelline in mano. Spesso l’autore di abusi sessuali sui minori va cercato in famiglia e tra i nostri conoscenti. Così è stato anche per Giulia che piangendo ha raccontato la sua storia alla nostra consulente:

Giulia abita con i suoi genitori in Ticino. Sin da piccolina ama cantare e fare musica. E visto che il papà è un buon musicista per diletto, anche Giulia ha voluto seguire le sue orme.

Già durante le prime lezioni di pianoforte si manifestava il grande talento di Giulia. Oltre all’orecchio musicale, la capacità motoria delle dita e la coordinazione, Giulia si distingueva anche per la sua disciplina e una sana ambizione. Non era una sorpresa che in poco tempo entrò a far parte dell’orchestra giovanile. E così conobbe Franco, un pianista e direttore d’orchestra affermato, nonché un buon amico del papà di Giulia.

Le prove erano frequenti e molto intense. Ogni settimana Giulia aveva tre prove o concerti. In più due pomeriggi a settimana le lezioni private da Franco. Per la giovane musicista divenne un’importante persona di riferimento. La ragazza lo ammirava e voleva impressionarlo con il suo talento. E un giorno Franco approfittò vergognosamente di questa fiducia. Era un pomeriggio d’estate e Giulia si trovava a casa di Franco per la sua lezione di pianoforte, quando improvvisamente lui le posò la mano sul suo ginocchio nudo. La mano sotto il suo vestitino continuava a salire. La 12enne era come paralizzata. Poi lui le ordinò di toccarlo, sotto choc e senza capire Giulia obbedì.

Quel giorno il mondo le crollò addosso. L’uomo che in tutti questi anni era stato per lei così importante, si era improvvisamente trasformato in un mostro. Di nuovo a casa e anche giorni dopo l’abuso, Giulia non si era più ripresa dallo choc. Si sentiva sporca, schifata e molto, molto sola. Non aveva il coraggio di confidarsi con i suoi genitori, sapendo bene che il padre aveva grande considerazione per Franco. E così Giulia era sicura soltanto di una cosa: voleva morire.

La nostra consulente del telefono d’emergenza ha dovuto dare prova di molta sensibilità per dissuadere Giulia, in presa dalla disperazione, dai suoi intenti suicidi. E ci vorrà ancora molto tempo prima che Giulia potrà lasciarsi alle spalle questa terribile esperienza. Una cosa però è certa: la sua futura e promettente carriera da pianista è stata bruscamente interrotta quel pomeriggio d’estate.

Purtroppo la triste storia di Giulia è solo una fra tante. Ogni giorno siamo al fi anco di oltre 400 bambini, al telefono, via SMS, in chat, tramite mail e sul web. Siamo consapevoli mai che questo aiuto nella crisi è possibile solo grazie al generoso sostegno da parte di donatrici e donatori come Lei.

* Tutti casi di consulenza sono stati anonimizzati. I colloqui sono stati modificati per garantire l’anonimato. Tutte le indicazioni relative ai dettagli sono state inserite in un secondo tempo, in modo che nessun bambino possa riconoscersi. Un’immagine simbolo è stato utilizzato.

Condividi questo contenuto
share
Pro Juventute
Ufficio Svizzera Italiana
Piazza Grande 3
6512 Giubiasco
Tel: 091 971 33 01
Mobile: 079 600 16 00