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Un’isola sfida i genitori: Fortnite

Su una piccola isola, per sopravvivere, le persone collezionano risorse e armi, costruiscono rifugi e si nascondono: una trama piuttosto semplice che ha sempre fornito materiale per grandi storie, non da ultimo in «Hunger Games». Lo stesso vale anche per il videogioco Fortnite, che, negli ultimi mesi, ha suscitato un certo scalpore a scuola, in famiglia e nei centri giovanili.
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Gamen è popolare tra i giovani - Fortnite il gioco sull'isola

Autore: Renato Hüppi
Animatore socio-culturale, nell’animazione socioculturale della gioventù di Zurigo-Oerlikon

Ma non solo: i creatori hanno perfezionato un modello commerciale noto da tempo e con un gioco scaricabile gratuitamente hanno già realizzato un fatturato di oltre 1 miliardo di dollari. Il gioco è talmente popolare che i server sono frequentati da 3.4 milioni di giocatori contemporaneamente! Si tratta di una cifra enorme!

Fortnite è già un cult

Stando allo studio James 2018, è questo il gioco di sparatoria-online più amato dai giovani svizzeri. La classificazione in base all’età di PEGI e USK per Fortnite è di 12 anni. Ma questo dato è riferito solamente alla modalità di gioco a pagamento «Salva il Mondo». La modalità di gioco «Battaglia Reale» qui di seguito descritta non è stata testata, perché è disponibile esclusivamente online. I motivi che hanno portato a una classificazione piuttosto bassa dell’età sono che l’estetica è più simile a un fumetto che alla realtà e che la rappresentazione della violenza rimane entro certi limiti (non c'è sangue, non ci sono cadaveri).

Questo testo appartiene alla serie tematica: «Il mondo dei videogiochi». Diversi contributi evidenziano aspetti quali le opportunità, i rischi e il fascino dei giochi elettronici. Consigli e raccomandazioni generali nell’uso dei giochi elettronici si trovano nell'articolo «Consigli utili per genitori sul tema dei videogiochi». 

Il giudizio pedagogico della guida per giocatori «Spieleratgeber NRW» classifica il gioco adeguato a partire dai 14 anni. Fortnite è compatibile con tutti gli apparecchi digitali sui quali è possibile giocare (telefonino, consolle, PC). Quindi è stato facile accedervi da parte di molti bambini ed è diventato subito argomento centrale nei cortili delle scuole. Allo stesso tempo, genitori, assistenti sociali e insegnanti si chiedono che cosa abbia di speciale questo videogame da esercitare una così grande attrattiva sia nei bambini che nei giovani.

Per raggiungere un grande numero di fan e guadagnare molti soldi, spesso, oggi, non basta una bella grafica e il poter giocare gratis. Per riscontrare una grande attenzione, il gioco deve motivare a soffermarsi, offrire possibilità creative e portare i fenomeni della cultura popolare, come, ad esempio, i movimenti di danza dei video musicali più recenti, nel cortile della scuola. Poiché all’interno di Fortnite sono presenti tutte queste caratteristiche, il gioco è diventato subito un cult tra i più giovani ed è entrato in svariate timeline di Instagram e Snapchat, nei video di YouTube e nei portali streaming.

Raccogliere, costruire, nascondere, combattere…

Fortnite è allo stesso tempo semplice e complesso. Le regole sono facili da comprendere, ma, in particolare nella popolarissima Battaglia Reale, è necessaria una strategia raffinata, altrimenti è impossibile per uno tra i 100 partecipanti resistere a lungo sull’isola. L’obiettivo è rimanere l'ultimo sopravvissuto all’interno di una zona che si restringe sempre di più. A questo scopo, si possono utilizzare le risorse per costruire nascondigli e, ovviamente, si devono eliminare gli avversari. A ogni round diminuiscono le possibilità di sopravvivenza. Con Fortnite, i giocatori si esercitano a gestire la sconfitta, ma hanno anche sicuramente bisogno di una buona dose di resistenza allo stress.

Pur essendo basato su una storia molto semplice, Fortnite non è un superficiale gioco sparatutto. I giovani, infatti, trovano nel videogame molti aspetti che sono attuali anche nella loro vita e nel loro sviluppo: per loro è importante incontrarsi e potersi confrontare senza la supervisione di un adulto. Desiderano ascoltare storie avvincenti e vivere grandi avventure. Desiderano scoprire e creare mondi. Allo stesso tempo, vogliono provare come ci si sente nei panni di qualcun altro, magari di un temibile pirata, di un personaggio fantastico, oppure di un rappresentante dell’altro sesso. E, naturalmente, vogliono misurarsi con gli altri: scoprire chi è il più veloce, il più intelligente, il migliore.

Proprio se si vogliono sperimentare tutte queste cose anche in un contesto diverso e analogo, la possibilità di farlo in via digitale sembra avere un determinato vantaggio. Nel mondo digitale, in particolare i bambini e i giovani timidi osano di più, provano cose nuove e tentano di realizzarsi in modo diverso.

Il tempo scorre…

Dunque, ci si trova su un’isola paradisiaca a raccogliere, costruire, nascondersi, combattere e… il tempo scorre. E continua a scorrere. In un attimo è già trascorsa mezz'ora (di solito, una partita dura circa 20 minuti), poi un’ora e, improvvisamente, è già sera.

Sì, Fortnite è un divoratore di tempo! Molto più di altri videogame e app. In particolare, per i genitori, questo rappresenta una sfida. Quindi, vale la pena concordare con i bambini e con i giovani gli orari, oppure i giorni, durante i quali possono giocare. Idealmente, se le decisioni vengono prese insieme ai bambini e ai giovani, per loro sarà più facile attenersi alle regole. Nonostante i vari suggerimenti reperibili in rete, stabilire in base all’età gli orari nei quali è possibile stare davanti allo schermo, potrebbe non essere la strada giusta da seguire. In particolare, nel caso di Fortnite, dove la partita si svolge in round, è più sensato stabilire limiti in base ai round piuttosto che in base ai minuti. Infatti, essere obbligati a smettere di giocare nel bel mezzo di una partita è spesso fonte di frustrazione. Poiché i bambini e i giovani possono avere reazioni differenti a questo riguardo, sarebbe utile per i genitori concordare con loro le condizioni da rispettare. Spunti di riferimento riguardanti il tempo da trascorrere davanti allo schermo sono disponibili in giovaniemedia.ch.

Istigazione alla violenza?

Quello della violenza è sicuramente un aspetto collegato a Fortnite, poiché le armi assomigliano ai modelli reali e l’obiettivo principale è sparare agli avversari per restare l’ultimo sopravvissuto sull’isola. La violenza non è però rappresentata in modo esplicito, è simile a quella che si vede nei cartoni animati trasmessi alla televisione la domenica mattina. Anche qui ci sono battaglie e sparatorie. Naturalmente, con la differenza che nei videogame si agisce in prima persona. Questa «azione» può essere paragonata ai lanci per colpire l’avversario che si fanno durante le partite di «palla prigioniera».

Un ulteriore svantggio, o pericolo, si nasconde nella possibilità di effettuare acquisti durante la partita. Questa funzione permette ai creatori di Fortnite di guadagnare soldi. Infatti, è possibile acquistare per il proprio avatar movimenti di danza, le cosiddette skin (pelli), l’aspetto del personaggio, o le armi. Queste funzioni sono però irrilevanti ai fini dell’esperienza di gioco. Eppure, i bambini e i giovani sono molto attratti dai prodotti offerti, perché modificare l’aspetto del personaggio può suscitare interesse sia in rete, sia nel cortile della scuola e mettere sotto pressione gli altri giocatori. Basta un attimo per spendere 100 franchi nell’acquisto di V-Bucks, la moneta virtuale del gioco. Quindi, è consigliabile bloccare le possibilità di pagamento prive del controllo da parte dei genitori su telefonini, tablet e altri dispositivi o disattivare la funzione in-app. 

Per provare in che modo il gioco influisce sulla persona, è importante osservare almeno una volta una partita e farsela spiegare. I bambini e i giovani amano spiegare a un adulto cose a lui sconosciute. Idealmente, dovreste giocare anche voi almeno una volta! Spesso, in questo modo, è possibile relativizzare alcune preoccupazioni e, forse, potreste scoprire che vi divertite anche voi!

E se pensate di dire: «Adesso hai giocato abbastanza!», ricordate che oltre a stabilire dei limiti, è importante anche offrire attraenti attività alternative (offline). Potete spiegare tranquillamente al bambino o al giovane che annoiarsi non significa essere in pericolo di vita.

E poi?

Poiché riprende trend attuali, Fortnite gode di un alto status di popolarità. I creatori sanno come cavalcare l’onda del successo e mantenere alto l’interesse nei giocatori. L’innovazione modalità creativa potrebbe accrescere ulteriormente la fama del gioco. Da dicembre, è possibile creare le proprie mappe (isole) e le skin e trasmetterle allo sviluppatore Epic Games, che deciderà insieme alla community quali pubblicare. Questo esercita un’attrazione ancora maggiore sui giovani giocatori.

Consigli per i genitori

  • Parlate insieme ai vostri figli dei videogiochi, anche di. Chiedete loro che cosa li affascina del gioco. Pensano veramente che sia bello, oppure ci giocano perché è molto pubblicizzato e perché anche gli amici lo fanno?
  • Giocare significa divertirsi! Affinché la vita quotidiana non ne risenta, concordate insieme al bambino o al giovane tempi e/o giorni nei quali è permesso giocare.
  • Provate almeno una volta a giocare anche voi o a guardare una partita per comprendere meglio la tecnica e il motivo che rende il gioco affascinante.
  • Dà la possibilità di chattare con giocatori sconosciuti. Se voi o vostro figlio vi trovate a dovervi confrontare con situazioni che vi sconcertano, non mettetevi a fare la morale. Piuttosto assumete il ruolo di interlocutori. Parlate insieme delle situazioni, cercate di classificare quello che accade e sensibilizzate vostro figlio affinché protegga i propri dati personali.
  • Disattivate le possibilità di pagamento, le carte di credito e la funzione per gli acquisti in-app, soprattutto sui dispositivi in uso alla famiglia e ai bambini più piccoli. Discutete insieme ai bambini e ai giovani dei costi nascosti all’interno dei videogiochi.
  • Qui potete trovare ulteriori consigli e informazioni sul «mondo dei videogiochi».