Studio sui giovani di Pro Juventute 2026: un giovane su dieci si rivolge all’IA quando ha preoccupazioni
In un sondaggio rappresentativo, per lo studio sui giovani di Pro Juventute sono stati intervistati giovani in Svizzera, di età compresa tra 14 e 25 anni, provenienti dalle tre principali regioni linguistiche, in merito a stress e preoccupazioni, benessere psicologico, fattori di protezione e comportamento nell’uso dei media.
Con l’88%, una larga maggioranza dei giovani intervistati dichiara di sentirsi psicologicamente bene. Il rapporto con i genitori e le buone amicizie restano per la grande maggioranza fattori di protezione centrali per la salute mentale.
Nonostante questi risultati, in parte anche incoraggianti, altri dati destano preoccupazione. Si conferma quanto emerso dal primo studio sui giovani del 2024: un giovane su dieci dichiara di essere attualmente in trattamento psicoterapeutico, le ragazze e le giovani donne con una frequenza doppia rispetto ai maschi. Circa un quarto si sente non compreso dai genitori. Un giovane su tre afferma che la scuola o la formazione non lo preparano adeguatamente alla vita.
L’intelligenza artificiale aiuta a gestire le preoccupazioni
Lo stress legato alla scuola e alla formazione resta il principale fattore di pressione anche nel secondo studio: oltre un terzo dei giovani è sotto pressione, tra le giovani donne quasi una su due. Sono aumentate anche le preoccupazioni per il futuro professionale: circa un terzo ci pensa spesso, contro il 25% della prima rilevazione. Parallelamente, diminuisce sensibilmente il senso di autoefficacia. Solo poco più di un terzo dei giovani ritiene di poter affrontare attivamente i propri problemi, mentre nella prima indagine era la metà.
Per la prima volta è stato chiesto se i giovani si rivolgono a un’intelligenza artificiale come ChatGPT in caso di problemi. Uno su dieci afferma di farlo. Con una frequenza simile, i giovani indicano di rivolgersi a servizi specialistici e di consulenza, come ad esempio il numero d’emergenza 147 di Pro Juventute.
Le giovani donne si sentono nettamente peggio
Secondo il secondo studio, le ragazze e le giovani donne si sentono significativamente peggio rispetto ai maschi.
Più della metà è preoccupata per la propria salute mentale; una su tre si sente spesso stanca ed esausta. Le intervistate riportano molto più frequentemente stress dovuto a fattori scolastici, formativi e personali. Sono anche più preoccupate per il proprio futuro e per gli sviluppi globali. Allo stesso tempo, le giovani donne parlano più spesso dei loro problemi con amici, genitori o fratelli e sorelle e si rivolgono a specialisti tre volte più frequentemente rispetto ai maschi.
Maggiore pressione sui giovani con background migratorio
Il secondo studio evidenzia differenze significative tra i giovani con background migratorio. I giovani i cui genitori non provengono entrambi dalla Svizzera vivono più spesso il rapporto con i genitori come difficile e si sentono più sotto pressione. Riportano più stress e maggiori preoccupazioni per la propria salute mentale.
Le richieste scolastiche li gravano in modo particolare: il 24% dichiara di essere molto spesso sotto stress da verifiche, contro l’11% dei giovani senza background migratorio. Anche le alte aspettative e le preoccupazioni per il futuro professionale sono più frequenti. Inoltre, i giovani con background migratorio hanno maggiori preoccupazioni finanziarie e sono più spesso colpiti da discriminazione rispetto ai giovani con entrambi i genitori svizzeri. Utilizzano i media digitali in modo più intensivo e riferiscono più difficoltà nel limitarne il consumo.
Più preoccupazioni per il mondo
Circa un terzo dei giovani è preoccupato per la situazione mondiale e la società. Rispetto allo studio del 2024 sono aumentate soprattutto le preoccupazioni per le guerre: il 40% si sente turbato da questo tema, contro circa un quarto nella prima rilevazione. Per la maggioranza degli intervistati i social media non rappresentano una pressione diretta: solo il 13% si sente stressato da essi. Allo stesso tempo, il 36% afferma che social media o videogiochi migliorano l’umore. Tuttavia, la metà degli intervistati ha difficoltà a mettere via il cellulare, circa un quarto continua a usare i media digitali nonostante effetti negativi e una persona su cinque considera problematico il proprio consumo mediatico.
Lo studio sui giovani di Pro Juventute continuerà
Lo studio è nato in collaborazione con la psichiatria e psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza della Clinica psichiatrica universitaria di Zurigo, partner scientifico sotto la direzione del progetto della Prof.ssa Dr.ssa med. dipl. psic. Susanne Walitza. Il sondaggio è stato condotto nell’estate 2025 da YouGov ed è stato preventivamente esaminato dalla commissione etica del Cantone di Zurigo.
La prima e la seconda edizione dello Studio sui giovani di Pro Juventute sono state rese possibili grazie al sostegno finanziario della Fondazione Ernst Göhner. Grazie a una partnership con l’assicuratore malattia e previdenziale CONCORDIA, lo Studio sui giovani di Pro Juventute potrà proseguire anche nei prossimi anni. È inoltre sostenuto da Promozione Salute Svizzera.