Famiglia e società

Poveri in un Paese ricco

Le preoccupazioni finanziarie logorano e riducono la spensieratezza di una famiglia. I genitori soffrono quando non possono soddisfare i desideri dei figli. La povertà compromette le pari opportunità e può avere un impatto sulla salute.
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Le preoccupazioni finanziarie come onere aggiuntivo nelle famiglie povere.

Viviamo in una società benestante e la povertà è un tabù. Chi ha pochi soldi a disposizione o non ne ha affatto, non ne parla. L’essere poveri viene percepito come una pecca da chi ne è colpito. Anche nella ricca Svizzera non è tutto oro ciò che luccica. Che le persone vivono al di sopra dei loro mezzi, perché vogliono possedere tutto senza restrizioni, è solo una faccia della medaglia. Molte famiglie hanno troppe poche risorse finanziarie. La povertà è molto diffusa in Svizzera.

Secondo i dati della Caritas, in Svizzera oltre mezzo milione di persone sono povere. Nelle famiglie con molti figli il reddito spesso non è sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano. Le difficoltà esistenziali spesso toccano le famiglie monoparentali. Improvvisamente un genitore si ritrova a dover provvedere i ai figli da solo e questa diventa un’impresa praticamente impossibile.

Restrizioni per mancanza di risorse

Gli alti costi della vita fanno sì che sempre più spesso un solo salario non sia più sufficiente a provvedere al sostentamento. Non sorprende quindi che il numero dei cosiddetti working poor sia in aumento. Anche se queste persone lavorano a tempo pieno, non guadagnano abbastanza per sfamare le loro famiglie. I problemi finanziari colpiscono pesantemente i bambini, perché limitano e compromettono le pari opportunità. Le cose che i loro coetanei danno per scontate sono negate ai bambini e ai giovani provenienti da famiglie povere. Sebbene ricevano cure amorevoli, devono rinunciare quasi sempre alle offerte complementari, come lezioni di musica, partecipazione a club sportivi o attività per il tempo libero come visite allo zoo, pomeriggi in piscina coperta o al cinema.

Nascondersi porta all’isolamento sociale

Molte delle persone colpite non vogliono che il mondo esterno sappia che devono fare attenzione a ogni singolo franco speso e inizia così una sorta di «nascondino». Ai bambini, il contatto con i coetanei viene reso più difficile e la rete sociale è ridotta alla sola famiglia. Se la famiglia è molto piccola ed è composta, ad esempio, da un solo genitore con un unico figlio, la cerchia può essere estremamente limitata. In tali situazioni può essere utile discutere la situazione personale con un professionista. Le famiglie possono rivolgersi, ad esempio, alla Consulenza per genitori di Pro Juventute e ricevere gratuitamente una risposta alle domande sulle questioni che riguardano la vita quotidiana o un aiuto nelle situazioni difficili. Fa bene sentire che non si è soli. Anche se si pensa che tutti gli altri stiano molto meglio, l’apparenza inganna: la povertà in Svizzera non è un fenomeno marginale.

Quando le preoccupazioni per il denaro fanno ammalare

A volte le difficoltà esistenziali e le preoccupazioni per il denaro logorano a tal punto che la salute ne risente. È noto che la povertà può far ammalare le persone. Nel peggiore dei casi, la gente perde il lavoro per questo motivo. Secondo youngCaritas in Svizzera oltre 260 000 bambini sono colpiti dalla povertà, anche se questa è difficilmente visibile dall’esterno. Per evitare una spirale negativa è importante sostenere le famiglie. Oltre alle preoccupazioni per il denaro e ai problemi di salute, anche l’isolamento sociale è un problema serio.

Poiché i bambini non possono partecipare a molte attività ricreative, vengono isolati socialmente. Anche le opportunità di formazione sono limitate per i bambini provenienti da famiglie povere o in condizioni di povertà. In questo modo si riducono le pari opportunità. La responsabilità sociale di una società è quella di prendersi cura del prossimo. Le reti sociali devono individuare e accogliere le persone bisognose. Le istituzioni come Pro Juventute si adoperano anche a favore delle famiglie meno privilegiate e contribuiscono a migliorare la loro vita quotidiana.

Offerta per una migliore qualità della vita

Con l’hotel Chesa Spuondas, pro Juventute cerca di dare un’equità sociale alle famiglie meno privilegiate. Infatti, chi si trova in una situazione di impasse finanziaria non può permettersi di andare in vacanza. Poiché anche i genitori soli e le famiglie hanno diritto a cambiare aria nonostante il budget limitato, Pro Juventute rende possibili vacanze a prezzi accessibili in Engadina.

Una parte di questo testo è stata pubblicata sulla rivista per genitori Fritz+Fränzi.

Consigli per i genitori

  • Non nascondete le vostre preoccupazioni davanti agli altri. Solo se sanno che non state bene possono aiutarvi.
  • Nonostante i problemi, è importante non isolare la propria famiglia. Assicuratevi che i vostri figli possano mantenere i contatti con i loro coetanei e con le famiglie amiche.
  • Non esitate a farvi aiutare per tempo. Non pensate di dover risolvere tutti i problemi da soli.
  • Approfittate di una consulenza gratuita sul budget, ad esempio della Caritas.
  • Presso la Consulenza per genitori di Pro Juventute ricevete in ogni momento l’aiuto di professionisti, chiamando il numero 058 261 61 61 oppure online. Per i vostri figli esiste anche la Consulenza + aiuto 147.

Il diritto a non vivere in miseria

L’articolo 27 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia definisce il diritto dei bambini a non vivere in miseria. Per proteggere i bambini si stabilisce il ruolo dei genitori, ma anche il modo in cui gli Stati devono essere coinvolti e quali responsabilità devono assumersi. Un estratto dell’articolo 27 recita:

«(...) Spetta ai genitori o ad altre persone che hanno l’affidamento del fanciullo la responsabilità fondamentale di assicurare, entro i limiti delle loro possibilità e dei loro mezzi finanziari, le condizioni di vita necessarie allo sviluppo del fanciullo. Gli Stati parti adottano adeguati provvedimenti, in considerazione delle condizioni nazionali e compatibilmente con i loro mezzi, per aiutare i genitori ed altre persone aventi la custodia del fanciullo ad attuare questo diritto ed offrono, se del caso, un’assistenza materiale e programmi di sostegno, in particolare per quanto riguarda l’alimentazione, il vestiario e l’alloggio (...).»

Pro Juventute si impegna affinché la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia sia applicata in modo coerente in Svizzera. Scoprite di più sul nostro impegno a favore dei diritti dei bambini.