Sviluppo & salute

Mio figlio parla di suicidio: cosa fare?

Quando un figlio parla di suicidio, provoca paura e dà adito a molte domande. Eppure è importante mantenere la lucidità e reagire con calma. Non solo per vostro figlio, ma anche per voi stessi, occorre prendere sul serio questa situazione. Ma cosa bisogna fare?
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Prendete sul serio le esternazioni suicide e reagite con calma e premura. Cercate aiuto per voi stessi e per vostro figlio o vostra figlia.

Autore: Sebastian Rotzler
Sebastian Rotzler è consulente sistemico e supervisore con uno studio indipendente (kraftaverk.ch).

Frustrazione o esternazione suicida?

A volte i giovani si esprimono in modo radicale: «Non voglio più vivere se non me lo permettete!» Una tale affermazione può essere una reazione di frustrazione e non è sempre un segno di tendenze suicide. Tuttavia, se vostro figlio o vostra figlia dice ripetutamente cose come: «Vorrei non esserci più!», «Sono solo un peso per tutti voi!», se appare depresso, si comporta diversamente dal solito, significa che vostro figlio ha bisogno di aiuto.
Potete trovare altri segnali di suicidio sul sito web della nostra Consulenza + aiuto 147 su 147.ch > Problemi personali > Idee suicide > Suicidio: segnali d’allarme

Le cose principali da fare in brev

  • Mantenete la calma e rivolgete la vostra attenzione a vostro figlio o a vostra figlia.
  • Chiedete aiuto a un esperto.
  • Create situazioni che permettano a vostro figlio o a vostra figlia di parlare di preoccupazioni, dolori, paura, rabbia, delusioni e la vita in generale.
  • Trascorrete del tempo con vostro figlio o vostra figlia, anche se non vi racconta nulla.

Mantenete la calma

Se vostro figlio o vostra figlia parla di suicidio, è bene che reagiate rapidamente, ma solo quando sarete abbastanza calmi e lucidi. Le reazioni di panico rendono impossibile la comunicazione. È utile mostrare di essere presenti, di prendere sul serio i problemi, di essere convinti che esista una soluzione e di voler aiutare a trovarla.

Parlate con vostro figlio o vostra figlia delle idee suicide

Prendete vostro figlio o vostra figlia sulla parola e fate domande concrete: «Cosa intendi quando dici che non hai più voglia di vivere?» Oppure: «Ci preoccupa vedere come ti comporti. Pensi a volte di toglierti la vita?» Ponendo queste domande non fate venire a nessuno idee suicide. Al contrario: poter parlare di questi pensieri allevia la tensione.  Le idee suicide appaiono spesso all’improvviso in situazioni di vita difficili e spaventano anche le persone colpite.

Dimostrate di prendere sul serio le preoccupazioni

Fate domande fino a quando non avrete l’impressione di comprendere cosa sta provando vostro figlio o vostra figlia. Per esempio potete dire: «Come pensi di essere arrivato ad avere pensieri del genere?» Ascoltate bene la risposta, anche se dovesse essere arrogante o accusatoria. Prendete sul serio le sue preoccupazioni anche se trovate che non siano poi così gravi. Le preoccupazioni degli adolescenti non sono sempre comprensibili per noi adulti. Non cercate di relativizzare o correggere le sue affermazioni. Mostrate di prendere sul serio vostro figlio o vostra figlia, dicendo per esempio: «Non sapevamo che stessi così male in questo momento. Sei importante per noi. Siamo qui per te. Troveremo insieme un modo per farti stare meglio.»

Cercate un aiuto professionale – per voi stessi e per vostro figlio o vostra figlia

È importante che gli adolescenti con idee suicide siano accompagnati da specialisti. I Servizi medico-psicologici sono gli enti specializzati per l’infanzia e l’adolescenza ai quali è possibile rivolgersi per conoscere i passi successivi. Voi e vostro figlio o vostra figlia verrete consigliati e, se necessario, riceverete delle offerte terapeutiche. È inoltre possibile rivolgersi al servizio di Consulenza per genitori di Pro Juventute al numero di telefono 058 261 61 61 o via e-mail Consulenza per genitori di Pro Juventute. I bambini e gli adolescenti stessi possono chiamare 24 ore su 24 la Consulenza + aiuto 147 al numero 147 o scrivere via: chat, SMS o e-mail.

Trascorrete del tempo assieme a vostro figlio o vostra figlia

Né voi stessi né vostro figlio o vostra figlia dovreste parlare solamente di problemi. Create quindi spazi di tempo in cui non c’è necessità di parlare, ma la possibilità di «stare» semplicemente insieme. Per esempio, fate una passeggiata tutti insieme, lavate i piatti, giocate, fate shopping, sedetevi insieme dopo aver guardato la TV e bevete un tè.

Abbiate cura di voi stessi

È importante che vi prendiate cura di voi stessi: chiedete aiuto a una persona di fiducia.  Fate cose che vi fanno stare bene: movimento, sport, ascoltare musica, cucinare o qualsiasi cosa vi piaccia.  Se i vostri pensieri pieni di preoccupazioni ruotano sempre intorno alla situazione di vostro figlio o vostra figlia, se non riuscite più a dormire, se vi sentite solo depressi e senza speranza, allora chiedete un sostegno professionale. A questo scopo contattate il vostro medico di famiglia o la Consulenza per genitori di Pro Juventute: al numero 058 261 61 61 oppure via e-mail Consulenza per genitori di Pro Juventute.

A volte è necessario un ricovero psichiatrico

Se vostro figlio o vostra figlia è ad alto rischio di suicidio, dovreste affidarlo o affidarla a cure psichiatriche. Il ricovero può avvenire tramite lo studio del medico di famiglia, il Servizio medico-psicologico o il soccorso medico di emergenza. Far ricoverare il proprio figlio in una clinica psichiatrica, eventualmente anche contro la sua volontà, fa male. Ma dovreste considerare il fatto che si tratta di far superare il periodo di rischio acuto di suicidio, di modo che vostro figlio o vostra figlia possa sopravvivere e riprendersi.

Dove segnalare il rischio di suicidio?

I genitori e i tutori possono contattare in via confidenziale per telefono (numero 058 261 61 61) o online la Consulenza per genitori di Pro Juventute.

I bambini e gli adolescenti possono contattare gratuitamente e in modo confidenziale il numero di telefono 147, la chat di consulenza 147 oppure mandare un SMS o un’e-mail alla Consulenza + aiuto 147.