Una buona consapevolezza di sé: sì, posso farcela!
Chi si sente sicuro di sé è più propenso/a a osare e ad affrontare le sfide. Che si tratti di un esame difficile, di un progetto di bricolage impegnativo o di trovare un posto di apprendistato. Grazie a un’immagine positiva di sé, la persona si sente competente.
I bambini e i giovani convinti delle proprie capacità hanno meno probabilità di arrendersi e non si lasciano scoraggiare dalle difficoltà o dalle battute d'arresto.
E proprio perché si impegnano, hanno anche più successo a lungo termine. Sia a scuola che in termini di salute fisica, ad esempio.
La positiva consapevolezza di sé è quindi un fattore importante che rende forti bambini e giovani.
Si comincia già durante l’infanzia a credere in se stessi.
Anche se percepiamo i neonati come esseri indifesi che dipendono dalle nostre cure, la consapevolezza di sé inizia ar svilupparsi già a questa età. Ossia quando, piangendo, riescono a richiamare l’attenzione dellepersone di riferimento affinché queste si prendanocura di loro. Se i genitori rispondono ai bisogni, il bebè è in grado di riconoscere i propri bisogni come soddisfatti.
I bambini si mettono alla prova nel gioco quotidiano: sbattono gli oggetti l’uno contro l’altro, rovesciano torri di mattoncini con grande gioia o sfidano i genitori a reagire testando costantemente i limiti in gioco. Queste esperienze quotidiane rafforzano la loro percezione e permettono loro di imparare che possono fare la differenza.
Il riconoscimento esterno può dare ai bambini un senso di competenza e rafforzare il loro sé.
Affrontare il successo e il fallimento
La fiducia in sé dipende fortemente da ciò che i bambini e gli adolescenti attribuiscono ai successi o agli insuccessi. Le persone con uno spiccato senso del sé hanno maggiori probabilità di sperimentare il successo come risultato delle proprie capacità o dei propri sforzi. Al contrario, tenderanno a spiegare i fallimenti con circostanze esterne sfavorevoli o semplicemente con la sfortuna. Detto altrimenti e con le parole di Tracy Wagner, psicologa e collaboratrice scientifica presso Pro Juventute: «Facendo riferimento alla propria esperienza, vedono le cause alla radice delle cose che possono essere cambiate e sono in grado di imparare la lezione per il futuro.»
È diverso con i bambini e i giovani che hanno poca convinzione delle proprie capacità.: attribuiscono i successi alla fortuna o al merito degli altri, mentre si sentono responsabili degli insuccessi. Si sentono impotenti di fronte alle circostanze esterne e non hanno la motivazione per affrontare i compiti più difficili. «Poiché hanno più paura di fallire e meno speranze di riuscire, vivono il successo come un sollievo ma provano poco orgoglio», afferma Tracy Wagner.
Rafforzare la consapevolezza di sé.
I genitori e le persone di riferimento possono influenzare il modo in cui i bambini e i giovani affrontano il successo e il fallimento. Se si sottolinea l’impegno del bambino o della bambina, si rafforza la sua volontà di perseverare e si aumentano le possibilità di successo. Lo stesso accade quando essi fanno capire che credono nel bambino o nella bambina. Il riconoscimento esterno può dare ai bambini un senso di competenza e rafforzare la fiducia in sé. Dall’altra parte, aspettative troppo elevate possono portare i bambini e i giovani a pensare di non essere in grado di fare nulla di buono.
Il modo in cui affrontiamo il successo dipende anche in larga misura dalle esperienze del nostro ambiente. I genitori e le persone di riferimento sono modelli importanti a questo proposito. Di conseguenza, vale la pena di riflettere sul proprio atteggiamento nei confronti del successo e del fallimento. Lodo me stesso e gli altri solo quando si è ottenuto un risultato positivo oppure apprezzo anche gli sforzi?
Consigli per i genitori: come incoraggiare
- Credere nel bambino: date fiducia ai bambini. Non eliminate tutti gli ostacoli. Incoraggiate il vostro bambino o la vostra bambina a svolgere un compito da solo/a: ad esempio chiedere al bambino vicino o alla bambina vicina se vuole giocare insieme, oppure andare a fare la spesa con una lista.
- Stabilire obiettivi realistici: creare un senso di realizzazione fissando obiettivi raggiungibili insieme a vostro figlio o a vostra figlia. Idealmente, i nuovi compiti sono leggermente più difficili di quelli che il bambino o la bambina è già in grado di svolgere, ma comunque fattibili.
- Dare tutto il supporto necessario, ma il meno possibile.
- Riconoscere: valorizzate l'esperienza maturata anziché il risultato, elogiando il bambino o la bambina per il suo sforzo. Astenersi da affermazioni generiche come «hai fatto un buon lavoro». Siate più specifici possibile quando si tratta di trasmettere riconoscimento.
- Gestire gli errori in modo costruttivo: ricordate al bambino o alla bambina che è importante anche sbagliare. Ma concentratevi su ciò che può apprendere dall’errore anziché sul fallimento in sé.
La positiva percezione di sé in relazione con altri fattori
I bambini e i giovani che hanno una buona percezione di sé di solito hanno anche più fiducia in se stessi, riescono a gestire meglio lo stress e sono più assertivi nei confronti degli altri. Tuttavia, anche altri fattori chiave giocano un ruolo, come il fatto che il bambino o la bambina abbia un legame sicuro e competenze sociali.
L’ideale è che i bambini e i giovani dispongano di risorse provenienti da tutte e tre le aree, in modo da poter attingere sia alla propria forza interiore sia all’ambiente circostante e a quello più ampio nelle situazioni difficili. Questo porta a una maggiore resilienza e li rende forti.