Famiglia & società

Le norme in vigore a sostegno dei genitori

Educare i figli è un grande impegno e lo Stato è tenuto a sostenere i genitori in questo compito. Ad esempio, la situazione giuridica della ripresa del lavoro dopo il parto è disciplinata dalla legge. Ed esistono anche basi giuridiche riguardanti la gestione dei bambini malati.
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I genitori godono di diritti e norme speciali dopo la nascita del loro figlio – Pro Juventute informa.

Rientrare nel mondo del lavoro dopo il congedo di maternità non è per niente facile. Separarsi dal neonato può essere difficile ed è necessario trovare una stabilità nel cambio tra il lavoro e la famiglia. Inoltre, è importante chiarire tempestivamente insieme al datore/alla datrice di lavoro il grado occupazionale, l’orario di lavoro e le aspettative reciproche, nonché conoscere gli aspetti giuridici che riguardano i genitori. Molte mamme si domandano se sia possibile allattare durante l’orario lavorativo. I seguenti approfondimenti chiariscono quali sono i diritti dei genitori e dei bambini dopo la nascita.

Dal 1997, la Svizzera tutela i diritti dei bambini in conformità con la Convenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) sui diritti dell‘infanzia. Un importante principio contenuto nell’articolo 18 afferma: la responsabilità di allevare il fanciullo e di provvedere al suo sviluppo incombe innanzitutto ai genitori. Ma lo Stato ha comunque il dovere di sostenere i genitori in questo compito.

Orientamento nella giungla legislativa

Districarsi nella giungla legislativa e comprendere il gergo degli specialisti non è per niente facile. Per questo motivo, forniamo qui di seguito alcuni chiarimenti importanti. I genitori possono anche rivolgersi in qualsiasi momento ai consultori dedicati per ricevere aiuto e sostegno.

Fondamentalmente, vale quanto segue:

  • I diritti e i doveri dei genitori nei confronti dei figli sono regolati dal Codice civile svizzero (CC) a partire dall’articolo 301.
  • Il diritto svizzero del lavoro è regolamentato nel Codice delle obbligazioni (CO), nella Legge sul lavoro (LL) e nella Legge sulla parità dei sessi (LPar). Spesso sono in vigore ulteriori norme, ad esempio in caso di contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL), oppure se si è impiegati comunali, cantonali, o federali.

Maternità e legge sul lavoro

Per il periodo successivo al parto, la legge regola gli aspetti riguardanti la durata minima del congedo di maternità, il versamento continuato del salario e l’orario di allattamento. Qui di seguito, qualche estratto sulla legge di maternità per la protezione delle lavoratrici.

Tempo di recupero dopo il parto

Dopo il parto, le donne devono riprendersi fisicamente, adattarsi alla nuova situazione e trascorrere del tempo con il bambino. Per questo motivo, è vietato occupare una donna durante le otto settimane dopo il parto (art. 35a cpv. 3 LL). Le lavoratrici hanno diritto a un congedo di maternità di almeno 14 settimane (nuovo art. 329f CO). Il congedo di maternità deve essere continuato e senza interruzioni. Durante il periodo di protezione della maternità, la lavoratrice ha diritto al versamento di almeno l’80% del salario sotto forma di indennità giornaliere (art. 16e LIPG). Questo diritto non sussiste in caso di adozione. Le beneficiarie del diritto sono: le salariate, le lavoratrici autonome, le donne che lavorano nell’azienda del marito o di un congiunto e che percepiscono un salario, le disoccupate o le donne in malattia che percepiscono l’indennità di perdita di guadagno.

Informazioni dettagliate sull’indennità di maternità sono reperibili sul sito dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), all’indirizzo www.bsv.admin.ch

Diritto al tempo dedicato all’allattamento

I datori di lavoro sono tenuti a occupare le mamme che allattano in modo e in condizioni di lavoro tali che la loro salute e la salute dei loro bambini non siano pregiudicate (art. 35 cpv. 1 LL). Se si allatta all’interno dell’azienda, il datore di lavoro è tenuto a mettere a disposizione un locale adeguato. Le madri devono disporre del tempo necessario all’allattamento o per il tiraggio del latte. Durante il primo anno di vita del bambino, i tempi necessari all’allattamento o al tiraggio del latte sono considerati come tempo di lavoro retribuito, in base al grado d’impiego. Art. 60 cpv. 2 OLL 1).

  • per una durata del lavoro giornaliero fino a quattro ore, almeno 30 minuti;
  • per una durata del lavoro giornaliero superiore a quattro ore, almeno 60 minuti;
  • per una durata del lavoro giornaliero superiore a sette ore, almeno 90 minuti.

Indipendentemente dal fatto che la lavoratrice allatti all’interno dell’azienda o che lasci il luogo di lavoro per allattare, il tempo dedicato all’allattamento retribuito rimane lo stesso. Se per allattare si esce dal luogo di lavoro, non è previsto alcun prolungamento del tempo dedicato all‘allattamento retribuito. Il datore e la lavoratrice hanno la possibilità di accordarsi tra di loro in modo diverso. Tuttavia, i tempi dedicati all’allattamento previsti dalla legge non possono essere conteggiati ai fini di altri periodi di riposo legali e di riposo compensativo.

Divieto di licenziamento dopo il parto

Il datore di lavoro non può disdire il rapporto di lavoro di durata indeterminata di una lavoratrice durante le 16 settimane dopo il parto (art. 336c cpv. 1 lett. c Co). Questo divieto di licenziamento vale unicamente per il datore di lavoro, la lavoratrice può disdire il rapporto di lavoro in qualsiasi momento.

Cura e accudimento del figlio malato

Per i genitori che lavorano, quando i figli si ammalano, la situazione diventa difficile. Su presentazione di un certificato medico per il bambino, il datore di lavoro deve accordare alle persone che devono accudirlo, la mamma e il papà, il tempo a loro necessario per curarlo. Ogni volta che il bambino si ammala, ogni genitore ha diritto a fino a tre giorni retribuiti (art. 36 LL; art. 324a CO).

Regolamentazione degli assegni familiari

In conformità con la Legge federale sugli assegni familiari, in vigore da gennaio 2009, in tutti i cantoni vengono versati mensilmente per ogni bambino le seguenti indennità:

  • un assegno familiare di 200 franchi per i bambini fino ai 16 anni
  • un assegno di formazione di 250 franchi per i bambini dai 16 ai 25 anni

Hanno diritto all’assegno familiare tutti i lavoratori, chi non esercita un’attività lucrativa con redditi modesti e, in base al cantone, anche i lavoratori indipendenti. Per gli impiegati nell’agricoltura è in vigore un disciplinamento speciale. In determinati cantoni, i Servizi per l’uguaglianza offrono gratuitamente opuscoli sul tema. Al loro interno è illustrata la situazione giuridica in conformità con le condizioni cantonali in vigore. Se desiderano ulteriori informazioni, i genitori possono verificarne la disponibilità presso il proprio cantone di residenza.
 

Consigli per genitori

  • Pianificate bene il vostro ingresso al lavoro dopo il periodo di maternità. Se mettete vostro/a figlio/a all'asilo nido, forse, durante il periodo d'inserimento occorreranno orari di lavoro leggermente diversi e un regolamento più flessibile. Accordatevi in anticipo con il vostro datore/la vostra datrice di lavoro su questo e su altri temi.
  • Vale la pena di tematizzare anche la gestione delle ore straordinarie e della pianificazione delle ferie.
  • Indipendentemente dal fatto che allattiate vostro figlio o che gli diate il biberon, durante l’orario di lavoro potete prendervi del tempo per allattare o per tirare il latte.
  • E’ disciplinato dalla legge anche il diritto a un periodo di accudimento per i bambini ammalati. Se presenta un certificato medico per il bambino, ogni genitore ha diritto a un periodo di accudimento che può durare fino a tre giorni. Durante questo periodo il salario deve continuare a essere versato.

Questo testo analizza il reinserimento professionale e l’attività professionale per chi ha figli. In un altro testo viene trattato l’argomento dei diritti della mamma durante la gravidanza. Entrambi i testi contengono estratti della Lettera speciale «Conciliare famiglia e lavoro» di Pro Juventute. Per ordinare la Lettera speciale. Per informazioni sulle lettere ai genitori o su altre lettere speciali